AIV - Associazione di Valutazione Italiana

Statuto, Regolamento e Codice Deontologico

 

STATUTO 

 

 

PREAMBOLO 

L’associazione ha lo scopo di promuovere la cultura della valutazione, tramite la diffusione della pratica della valutazione delle politiche pubbliche, dei programmi, dei progetti e di ogni processo decisionale pubblico e privato, il dibattito sui metodi e sulle tecniche di valutazione, la formazione dei valutatori. Per cultura della valutazione intendiamo: abituarsi a confrontare i risultati ottenuti da politiche, programmi e progetti con gli obiettivi individuati in partenza e con i problemi sociali ed economici che essi intendevano affrontare, e quindi definire i punti di forza e di debolezza dei programmi; contribuire alla negoziazione tra le parti sociali, offrendo ai soggetti coinvolti nella implementazione dei programmi la possibilità di far sentire la propria voce e suscitando nelle amministrazioni il desiderio di farsi valutare, oltre alla capacità di autovalutarsi; sostenere i processi decisionali con un’analisi delle loro implicazioni e dei loro esiti per il conseguimento di migliori livelli di efficacia ed efficienza interna ed esterna. 

In altre parole, migliorare il rendimento delle istituzioni pubbliche, del privato sociale e delle organizzazioni cercando di utilizzare tutte le risorse umane e sociali disponibili nonché, attraverso ciò, contribuire alla generazione di conoscenze sull’efficacia dell’azione umana. 

MISSION 

Nel perseguimento del suo scopo, l’associazione si propone di perseguire i seguenti obiettivi: 

- riunire soggetti coinvolti nella pratica e nello studio della valutazione, e persone impegnate nel far progredire la valutazione nelle amministrazioni pubbliche e in ogni luogo in cui essa è applicata affinché nel dialogo e nel dibattito queste diverse figure possano confrontare le proprie esperienze e far crescere la sfera di influenza della valutazione; promuovere iniziative che spingano all’autovalutazione; 

- organizzare corsi di formazione, stage e altre occasioni formative per migliorare la pratica della valutazione; organizzare forme di studio e di dibattito per verificare la validità dei metodi di valutazione correntemente usati in particolari ambiti applicativi e per suggerirne miglioramenti; 

- studiare i modi per favorire l’utilizzo dei risultati delle valutazioni nei processi decisionali e nel dibattito pubblico, con particolare riguardo agli aspetti della comunicazione e del rapporto con i media. 

 

Il presente preambolo è parte integrante dello Statuto. 

ART. 1 – LA DENOMINAZIONE E LA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DI VALUTAZIONE 

La "Associazione Italiana di Valutazione" (indicata di seguito anche come “AIV”, o “Associazione”) è un’associazione culturale, scientifica e professionale senza fini di lucro che ha lo scopo, secondo le modalità indicate negli Artt. 2 e 3 del presente Statuto, di diffondere la cultura valutativa in Italia e sul piano internazionale nonché di promuovere e tutelare la specifica attività dei soci che svolgono professionalmente interventi di valutazione così come definiti al successivo art. 3 del presente Statuto. A tal fine promuove e mantiene legami e relazioni con le principali associazioni e organizzazioni nazionali estere e sovranazionali che si occupano di diffondere la valutazione in Europa e nel Mondo. La sede dell’Associazione è stabilita dal Consiglio Direttivo. Al fine del perseguimento dei propri scopi ed obiettivi l’associazione può dotarsi delle soluzioni ed articolazioni organizzative, operative e territoriali ritenute volta a volta più opportune. 

ART. 2 – LO SCOPO E GLI OBIETTIVI DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DI VALUTAZIONE 

L’Associazione Italiana di Valutazione ha lo scopo di promuovere la cultura e la pratica della valutazione nonché la ricerca e la sperimentazione sui metodi e le tecniche di supporto alla valutazione; la formazione dei valutatori, dei committenti e dei decisori; la qualificazione dei contenuti e delle modalità realizzative delle valutazioni; la promozione e la tutela di coloro che progettano, coordinano e realizzano professionalmente interventi di valutazione. 

L’Associazione sostiene la diffusione della valutazione agendo sia sul fronte dell’offerta che della domanda di valutazione e favorendo la diffusione presso i decisori ed i cittadini dei risultati e degli esiti degli interventi di valutazione. Nel perseguimento del suo scopo, l’Associazione si propone i seguenti obiettivi: 

- riunire soggetti coinvolti nello studio, nella pratica e nello sviluppo della valutazione nelle amministrazioni pubbliche, nei contesti decisionali organizzati e nei sistemi economici, sociali e produttivi al fine di confrontare le diverse esperienze e far crescere la sfera di influenza della valutazione; 

- organizzare attività di formazione, stage, convegni e altre occasioni di dibattito e studio per diffondere e sviluppare gli orizzonti teorico-metodologici della valutazione anche rispetto alla validità dei metodi di valutazione usati ed alla loro qualificazione; 

- favorire il dialogo multidisciplinare e interprofessionale sulla valutazione; 

- migliorare la pratica della valutazione anche occupandosi delle modalità operative concrete con cui la valutazione viene condotta e realizzando le relative azioni di sensibilizzazione; 

- favorire l’utilizzo dei risultati delle valutazioni nei processi decisionali e nel dibattito pubblico con ogni tipo di intervento e azione ritenuta utile; 

- intervenire presso le Pubbliche Amministrazioni affinché siano diffusi, per quanto possibile ed opportuno, i risultati delle valutazioni; 

- promuovere ogni aspetto utile alla corretta informazione dei significati della valutazione, con iniziative editoriali associative, con un continuo rapporto con i media e in ogni altra forma di comunicazione ritenuta efficace; 

- promuovere e tutelare la pratica professionale della valutazione e coloro che la esercitano in forma esclusiva o prevalente, anche contribuendo alla diffusione delle più incisive esperienze di valutazione nel pubblico, nel privato e sul piano internazionale. 

 

ART. 3 – L’OGGETTO DELL’ASSOCIAZIONE 

L’AIV definisce come proprio oggetto di interesse quelle attività di valutazione che: 

- si caratterizzano in maniera prevalente, per quanto non esclusiva, per essere basate sulla ricerca sociale applicata e per l’utilizzo del bagaglio teorico e metodologico delle scienze umane e sociali nel rispetto del pluralismo metodologico che esse consentono; 

- hanno come obiettivo la ricostruzione del senso e del valore dell’azione istituzionale, sociale ed organizzativa nelle sue diverse forme e modalità attuative (interventi, programmi, politiche e atti regolativi), delle sue ragioni, dei suoi effetti, dei suoi punti di forza, di debolezza e di criticità; 

- sono finalizzate alla espressione di un giudizio argomentato rispetto ad uno specifico fabbisogno decisionale e di intervento; 

- si riferiscono ad ogni tipo di azione strutturata socialmente rilevante oppure all’intervento di organizzazioni, pubbliche o private, che siano oggetto o strumento dell’azione pubblica o a rilevanza pubblica; 

- adottano un approccio pluralista rispetto ai metodi ed alle appartenenze disciplinari nell’ambito delle scienze umane e sociali; 

- tengono conto della pluralità e diversità dei punti di vista espressi dai soggetti coinvolti e della complessità degli effetti che le azioni a rilevanza pubblica e collettiva determinano nella società, considerandone gli aspetti di efficienza, efficacia ed equità. 

 

In conseguenza del proprio oggetto di interesse, l’AIV riconosce come propri ambiti di intervento: 

a) il rafforzamento di un quadro istituzionale, sociale, normativo e professionale favorevole alla diffusione della pratica della valutazione in Italia; 

b) la qualificazione costante delle competenze tecnico-professionali di coloro che intervengono a vario titolo nei processi di valutazione; 

c) la presa in carico e l’attenta considerazione, anche in chiave di sostegno ed accompagnamento, dei fenomeni e dei processi di riproduzione e mutamento sociale e istituzionale entro cui la valutazione si definisce e realizza; 

d) la costruzione di condizioni culturali, di sistema e di contesto tali da favorire l’utilizzo sistematico e consapevole dei risultati della valutazione da parte dei decisori e del complesso degli attori volta a volta interessati; 

e) la promozione, l’indirizzo ed il governo dei processi di identificazione, costruzione, legittimazione e riconoscimento, anche formale, della professione di valutatore; 

f) la promozione e la tutela della specifica attività dei soci che svolgono professionalmente interventi di valutazione; 

g) l’aggiornamento professionale costante dei propri soci, e in particolare dei soci professionisti. 

 

ART. 4 – L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE 

Per realizzare le proprie finalità l’Associazione può: 

a) Promuovere e sostenere iniziative anche normative e legislative idonee al conseguimento delle finalità associative ed allo sviluppo e tutela professionale della comunità dei valutatori; 

b) Rappresentare gli interessi scientifici, culturali e professionali dei propri soci ad ogni livello istituzionale italiano ed internazionale, anche aderendo ad organismi nazionali o sovranazionali le cui finalità siano coerenti con quelle dell’Associazione; 

c) Produrre e gestire servizi collettivi di interesse culturale, scientifico e professionale, per i propri soci o per terzi evitando in ogni caso di porsi in concorrenza con l’attività dei soci medesimi; 

d) Realizzare ogni attività culturale e scientifica reputata idonea alla diffusione, promozione e sostegno delle finalità associative, della qualificazione metodologica delle valutazioni e dello sviluppo delle competenze di chi le commissiona e realizza, compresi seminari, congressi, dibattiti, tavole rotonde, conferenze, ecc.; 

e) Realizzare attività pubblicistiche di tipo culturale e scientifico o di tipo promozionale rivolte ai propri soci o più in generale alla comunità scientifica, istituzionale e sociale italiana ed internazionale, compresi opuscoli e dépliant, riviste periodiche, libri e collane editoriali, in proprio od in convenzione con editori terzi, ed anche utilizzando supporti magnetici, trasmissioni via etere, cavo, tecnologie telematiche o altro; 

f) Svolgere attività formative di ogni tipo, durata e livello, per i propri soci o per terzi, su temi ed argomenti inerenti la valutazione nonché su ambiti che non si identificano direttamente con la valutazione ma sono significativi per la valutazione delle azioni e degli interventi di rilevanza pubblica; 

g) Promuovere l’aggiornamento professionale costante dei propri soci, in particolare dei soci professionisti, e predisporre strumenti idonei ad accertare l'effettivo assolvimento di tale aggiornamento in ottemperanza a quanto previsto dal Decreto Ministero della Giustizia 28 aprile 2008, Art. 1, lettera c, n. 7; 

h) Diffondere e comunicare ai cittadini le evidenze prodotte dalla valutazione oppure agire perché ciò avvenga da parte di terzi affinché il dibattito pubblico sia adeguatamente informato e ciascun cittadino – ma anche ciascuna organizzazione che intende rappresentarlo - possa trovarsi nelle condizioni di esprimere le proprie posizioni o fare valere la propria legittima influenza sulle decisioni sulla base di una conoscenza solida e documentata delle azioni pubbliche e collettive, delle loro ragioni, risultati, effetti e modalità di attuazione; 

i) Svolgere qualunque altra attività per i soci o per terzi ritenuta utile al fine del raggiungimento degli obiettivi associativi evitando in ogni caso di realizzare attività che la pongano in concorrenza ed in competizione con quelle professionali degli associati. 

 

Il Consiglio Direttivo si farà garante del rispetto di questo principio esplicitandone all’Assemblea, di norma preventivamente, i criteri operativi di riferimento.

 

ART. 5 – I SOCI DELL’ASSOCIAZIONE 

Sono soci dell’Associazione i cittadini italiani e stranieri aventi domicilio in Italia, che pagano la quota associativa e condividono i contenuti dello Statuto. I soci si distinguono in soci professionisti (ovvero soci che esercitano professionalmente in forma dipendente o indipendente l’attività di valutatore, iscritti nell’apposito Registro di cui all’art. 6 e per i quali l’Associazione svolge i compiti e le funzioni previste dal D.lgs. 206/2007 ed eventuali successive modifiche e integrazioni volte alla regolamentazione della professione) e soci non-professionisti (ovvero che non esercitano professionalmente e con continuità l’attività di valutatore ma si occupano di valutazione nell’esercizio di altre professioni oppure che non intendono registrarsi come soci professionisti oppure che in generale non possiedono i requisiti di cui all’art. 13 del presente Statuto). 

Il socio indica esplicitamente al momento dell’iscrizione annuale e sotto la sua responsabilità la sua opzione per l’uno o l’altro profilo e ne accetta di conseguenza il regime associativo specifico così come definito nello Statuto e nel Regolamento. Possono essere soci anche individui stranieri se aventi sede, anche temporaneamente, in Italia o se comunque aventi caratteristiche e ambiti di intervento coerenti con le finalità dell’AIV. Le modalità di acquisizione, perdita, mantenimento e rinuncia della qualifica di socio sono definite nel Regolamento. 

ART. 6 – I SOCI PROFESSIONISTI 

Sono soci professionisti le persone fisiche che attraverso un percorso professionale hanno acquisito competenze per progettare, realizzare, coordinare e dirigere interventi di valutazione così come definiti all’art. 3 dello Statuto. L’adesione come socio professionista comporta necessariamente l’inserimento – a seguito di specifica procedura – nell’apposito Registro dei Valutatori Professionisti (qui di seguito indicato anche come: “Registro”) istituito ai sensi della Direttiva Europea 2005/36, del Decreto Legislativo 206/2007 e del Decreto Ministeriale 32054 del 28.4.2008 ed eventuali aggiunte e modifiche intervenute dopo l’approvazione del presente Statuto. Le condizioni per l’iscrizione, il mantenimento ed il rinnovo della iscrizione al Registro saranno disciplinate attraverso appositi atti regolamentari definiti di concerto tra il Consiglio Direttivo ed il Comitato Esecutivo dei Soci professionisti di cui al successivo art. 7. 

ART. 7 – GLI ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE 

Sono organi dell’Associazione: 

I) l’Assemblea dei soci 

II) il Consiglio Direttivo 

III) il Presidente 

IV) il Collegio dei Probiviri 

V) il Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti. 

ART. 8 – L’ASSEMBLEA DEI SOCI 

L’Assemblea dei soci è l’organo sovrano dell’Associazione per quanto attiene gli indirizzi da conferire all’attività associativa. L’Assemblea ordinaria dei soci si riunisce entro il 30 maggio di ciascun anno su convocazione del Presidente; la convocazione può avvenire anche tramite gli organi informativi dell’Associazione e deve essere inoltrata almeno 15 giorni prima. 

L’Assemblea dei soci: 

a) discute le modalità per il perseguimento degli obiettivi associativi; 

b) approva i bilanci annuali a consuntivo e preventivo; 

c) elegge tre anni il Consiglio Direttivo e il suo Presidente nonché il Collegio dei Probiviri; 

d) modifica lo Statuto, il Regolamento e il Codice Deontologico; 

e) propone e discute mozioni vincolanti per il Direttivo.  

 

ART. 9 – IL CONSIGLIO DIRETTIVO 

Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente e da un numero di sette membri (compreso il Presidente) eletti ogni tre anni in base a candidature autonome dall’Assemblea fra i soci regolarmente iscritti e in possesso dei requisiti previsti dal presente Statuto all’art. 14. 

Il principio ispiratore di ogni lista sarà informato al massimo di pluralità di opinioni, esperienze e appartenenze culturali e disciplinari. Anche per garantire tale risultato deve venir lasciata aperta l’opzione per candidature individuali, da presentarsi anche in sede di assemblea elettorale e sostenute da almeno cinque soci presentatori che, ove raggiungano almeno il 15% in termini di voti espressi, entrano in aggiunta nel Direttivo eletto per liste come indicato al comma precedente. Gli eventuali soci eletti con questa norma non potranno essere più di due se la lista vincitrice sarà composta da sei o sette membri, Presidente incluso, e non più di uno per liste vincitrici di numero inferiore. 

Il Consiglio Direttivo resta in carica tre anni. I membri del Consiglio Direttivo sono rieleggibili. 

Alle riunioni del Consiglio Direttivo sono invitati a partecipare senza diritto di voto: 

- il Presidente del Direttivo precedente; 

- almeno una volta nel corso dell’anno, i coordinatori dei Gruppi Tematici, il coordinatore del CESP, i responsabili della Collana e della RIV. 

 

Il Consiglio Direttivo: 

a) realizza le finalità associative statutarie e gli obiettivi stabiliti dall’Assemblea; 

b) propone all’Assemblea programmi di attività e ne assicura la realizzazione; gestisce il patrimonio e le risorse finanziarie associative e determina annualmente le quote associative; 

c) elegge su proposta del Presidente il Vice Presidente, il Segretario, il Tesoriere ed ogni altra carica operativa ritenuta necessaria indicandone contestualmente il mandato preciso; 

d) attribuisce incarichi speciali ai componenti del Direttivo o a singoli soci per rendere operative le decisioni assunte dal Direttivo medesimo o dall’Assemblea dei soci; 

e) istituisce gruppi tematici o commissioni di lavoro secondo quanto previsto dal Regolamento; 

f) definisce, su proposta del Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti, le regole istitutive e di funzionamento del Registro dei Valutatori Professionisti; 

g) si raccorda con il Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti per ogni attività relativa alla loro pratica professionale; a tal fine individua al suo interno un responsabile di tale attività; 

h) adotta e rende esecutivi i provvedimenti di tipo disciplinare e sanzionatorio nei confronti dei Soci anche in attuazione delle decisioni del Collegio dei Probiviri secondo le procedure stabilite dal Regolamento; 

i) realizza ogni attività rispondente agli scopi dell’Associazione sottoponendo a verifica assembleare il proprio operato. 

 

Il Consiglio Direttivo è riunito dal Presidente con un’unica convocazione almeno tre volte l’anno ed è considerato valido se vi partecipa almeno la metà dei componenti aventi diritto di voto, fra i quali il Presidente o il Vicepresidente. Al Consiglio Direttivo non sono ammesse deleghe. Il Consiglio può svolgersi anche per via telematica. 

ART. 10 – IL PRESIDENTE 

Il Presidente è eletto dall’Assemblea e dura in carica tre anni. 

Il Presidente: 

a) rappresenta l’Associazione in tutte le sedi, anche sotto il profilo giuridico e fiscale; 

b) convoca il Consiglio Direttivo e ne coordina i lavori; 

c) gestisce ogni attività corrente e straordinaria, sottoponendola a ratifica del Consiglio Direttivo. 

 

ART. 11 – IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI 

Il Collegio dei Probiviri (qui di seguito indicato anche come “Collegio”) è eletto dall’Assemblea fra i soci che non ricoprono e che non sono candidati ad altre cariche associative: è composto da tre membri effettivi più due supplenti che durano in carica tre anni. I membri del Collegio sono rieleggibili per due mandati consecutivi. 

Il Collegio dei Probiviri: 

a) elegge il Presidente del Collegio tra i propri membri; 

b) si esprime con parere non vincolante al Consiglio Direttivo nei casi di controversia fra i soci, o fra soci e gli organi associativi, che siano stati sottoposti al suo esame da parte di qualunque socio; 

c) si esprime con parere vincolante al Consiglio Direttivo nei casi di richiesta di sanzioni relative ad un socio, secondo le procedure stabilite nel Regolamento. 

d) si esprime, su richiesta del Consiglio Direttivo o del Comitato Esecutivo dei Professionisti, nei casi di controversia tra soci e committenti, stakeholder o destinatari delle attività di valutazione. 

e) Ogni qualvolta si debba esprimere su questioni relative alle precedenti lettere b) e c) del presente articolo che coinvolgono professionisti iscritti al Registro dei Valutatori Professionisti il Collegio deve acquisire il parere scritto vincolante del Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti. Tutte le decisioni del Collegio sono prese a maggioranza semplice. 

 

ART.12 – IL COMITATO ESECUTIVO DEI SOCI PROFESSIONISTI 

Il Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti (qui di seguito indicato anche come “Comitato Esecutivo”) è composto da 5 soci professionisti eletti ogni 3 anni tra i soci iscritti al Registro dei soci professionisti secondo la modalità prevista dal Regolamento e da un componente del Direttivo a ciò delegato dal Presidente o dal Presidente stesso. Il Comitato Esecutivo dura in carica quattro anni, rinnovabile per un solo ulteriore mandato, in seguito al quale i membri non possono ricoprire tale carica per almeno la durata di un nuovo Comitato Esecutivo. 

Il Comitato Esecutivo esercita nei confronti dei soci professionisti i seguenti compiti: 

a) ne promuove e sviluppa la specifica attività; 

b) verifica il loro adempimento all’obbligo di procedere all’aggiornamento professionale periodico; 

c) decide sulle situazioni specifiche di concorrenza tra l’attività dei soci professionisti e le attività istituzionali dell’Associazione; 

d) collabora con i Probiviri nell’esercizio delle loro competenze in relazione ai soci professionisti esprimendo pareri vincolanti nei casi esplicitamente previsti dal precedente art. 11 lettere B e C; 

e) gestisce il Registro dei Valutatori Professionisti iscritti all’Associazione verificando che essi abbiano il possesso dei titoli professionali e in generale dei requisiti previsti. 

 

Al fine di realizzare tali compiti, il Comitato elegge tra i suoi componenti un Coordinatore. 

Il funzionamento del Comitato Esecutivo avviene secondo quanto previsto nel Regolamento dell’Associazione e, per quanto non stabilito espressamente, sulla base di norme ulteriori di natura regolamentare che saranno definite di concerto dal Consiglio Direttivo dell’Associazione e dal Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti e dovranno essere approvate dal Consiglio Direttivo. 

ART. 13 – IL REGISTRO DEI VALUTATORI PROFESSIONISTI 

È istituito il Registro dei Valutatori Professionisti (qui di seguito indicato anche come “Registro”) costituito dall’elenco dei soci i quali, a seguito di apposita richiesta volontaria rivolta al Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti e di successiva istruttoria, esercitano esclusivamente o in forma largamente prevalente attività professionale nel campo della valutazione, come indicato nell’Art. 6 dello Statuto, e rispondono a requisiti specifici riguardanti i seguenti ambiti: 

a) anzianità documentata nell’esercizio dell’attività; 

b) compiti e funzioni svolte nell’esercizio dell’attività; 

c) natura generale dell’attività esercitata; 

d) curriculum formativo e/o esperienza professionale documentata nel campo della ricerca sociale applicata e nell’utilizzo dell’apparato teorico e metodologico delle scienze umane e sociali; 

e) accettazione del Codice Deontologico dell’Associazione. 

 

La definizione di dettaglio dei contenuti di questi requisiti e delle relative modalità applicative sarà realizzata congiuntamente dal Consiglio Direttivo dal Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti anche attraverso organismi istituiti a tal fine e sarà formalizzata in appositi documenti di natura regolamentare. 

Questi stessi documenti definiranno le forme attraverso le quali aggiornare periodicamente, se necessario, i requisiti, i loro contenuti di dettaglio e le relative modalità applicative. Fino alla definizione ed emanazione formale di questi documenti regolamentari il Consiglio Direttivo dell’Associazione è responsabile nei confronti dei Soci professionisti per tutti gli adempimenti che li riguardano in maniera specifica. Il Registro è conservato a cura del Comitato Esecutivo, è pubblico e consultabile da qualunque socio o da qualunque richiedente terzo. 

ART. 14 – I REQUISITI PER L’AMMISSIBILITÀ IN SENO AL CONSIGLIO DIRETTIVO E AL COLLEGIO DEI PROBIVIRI 

Al fine di garantire una rappresentanza dell’Associazione di alto profilo scientifico e professionale possono candidarsi ed accedere alla carica di membro del Consiglio Direttivo e al Collegio dei Probiviri solo coloro che: 

- svolgono la valutazione come attività prevalente da almeno cinque anni; 

- insegnano con continuità da almeno cinque anni materie relative alla valutazione in Università o Scuole di livello terziario non accademico; 

- organizzano, coordinano, supervisionano con continuità da almeno cinque anni attività di valutazione presso istituzioni pubbliche o organizzazioni private; 

- dirigono organismi pubblici o privati che realizzano interventi di valutazione; 

- divulgano da almeno cinque anni la teoria, i metodi e le tecniche della valutazione attraverso pubblicazioni di rilevanza almeno nazionale. 

 

In ogni caso tutti i candidati non devono avere subito sentenze di condanna passate in giudicato in relazione alla attività dell’Associazione. La presenza dei requisiti viene verificata e garantita dalla Commissione Verifica Poteri. 

ART. 15 – LO STATUTO, IL CODICE DEONTOLOGICO E IL REGOLAMENTO ASSOCIATIVO 

Il Preambolo e gli Artt. 1, 2 e 3 del presente Statuto possono essere modificati in un’Assemblea ordinaria o straordinaria solo con una maggioranza di 2/3 dei voti esprimibili: tutte le altre parti dello Statuto possono essere modificate, in analoga Assemblea, con una maggioranza semplice, qualunque sia il numero dei presenti. Il Codice deontologico è, al pari dello Statuto, un documento formale ufficiale dell’Associazione. Ogni socio si impegna, aderendo all’Associazione, a far proprie le raccomandazioni del Codice ed a rispettarne i suggerimenti. 

Le linee guida del Codice Deontologico sono modificabili in un’Assemblea ordinaria o straordinaria valida con una maggioranza semplice qualunque sia il numero dei presenti. Le norme che regolamentano l’esecuzione puntuale dello Statuto sono indicate nel Regolamento associativo: il Regolamento è modificabile in un’Assemblea ordinaria o straordinaria valida con una maggioranza semplice qualunque sia il numero dei presenti. Se necessario il Regolamento può essere modificato dal Direttivo e le modifiche essere successivamente ratificate dall’Assemblea.

 

ART. 16 – IL BILANCIO 

Il bilancio dell’Associazione è annuale e si chiude il 31 dicembre di ogni anno: esso viene predisposto dal Consiglio Direttivo in tempo utile per la sua presentazione all’Assembla dei soci e comunque non oltre il 31 maggio dell’anno successivo a quello di competenza secondo uno schema dallo stesso prescelto, in modo comunque da rappresentare il rendiconto economico e finanziario dell’esercizio. 

Nel bilancio stesso devono trovare separata indicazione le voci riferibili alle attività istituzionali e quelle riconducibili alle eventuali attività commerciali svolte. I bilanci sono conservati, una volta approvati, dal Presidente o, se nominato, dal Tesoriere, e possono essere liberamente consultati dai soci secondo modalità stabilite dal Regolamento. 

ART. 17 – IL PATRIMONIO 

Il patrimonio dell’Associazione è costituito dagli utili o avanzi di gestione evidenziati nel bilancio annuale, ogni contributo in denaro o in natura, ovvero liberalità ricevute e accettate dal Consiglio Direttivo, beni mobili e immobili di proprietà dell’associazione, comunque acquisiti. 

L’Associazione può conseguire utili e/o avanzi di gestione ma non può in nessun caso procedere alla distribuzione degli stessi, né di fondi, riserve o capitale, anche in modo indiretto, durante la vita dell’Associazione stessa, salvo che ciò non venga imposto dalla legge. A coloro che per qualsiasi motivo perdano la qualifica di socio non spetta alcuna partecipazione al patrimonio dell’Associazione. 

ART. 18 – LO SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE 

Salvo i casi previsti dalla legge o imposti dall’Autorità, lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea in cui siano presenti almeno la metà più uno degli aventi diritto al voto (anche se rappresentati per delega) e con una maggioranza dei 2/3 degli aventi diritto. Detta assemblea provvederà a nominare uno o più liquidatori. 

In ogni caso di scioglimento, il patrimonio dell’Associazione dovrà essere devoluto ad altra associazione con finalità analoga, ovvero a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo previsto dalla legge. 

È fatta salva qualsiasi altra destinazione disposta dalla legge. 

Versione aggiornata con il verbale dell’Assemblea dei Soci di Roma, 23 aprile 2016. 

 

 

 

 

 REGOLAMENTO 

 

 

ART. 1 – L’OGGETTO DEL REGOLAMENTO 

Il presente Regolamento dà attuazione, eventualmente integrandolo e completandolo, allo Statuto: le sue norme hanno la stessa validità di quelle dello Statuto e ne vincolano ugualmente i soci. 

PARTE PRIMA: L’ASSEMBLEA DEI SOCI 

ART. 2 – IL FUNZIONAMENTO DELL’ASSEMBLEA 

L’Assemblea viene sempre indetta in unica convocazione ed è considerata valida qualunque sia il numero dei soci presente e rappresentato, tranne nel caso previsto dall’Art. 18 dello Statuto (Scioglimento dell’Associazione). Ogni socio può delegare un altro socio a rappresentarlo in Assemblea, purché entrambi in regola con le quote associative: ciascun socio può intervenire in Assemblea assumendo un massimo di quattro deleghe. L’Assemblea straordinaria dei soci si riunisce su iniziativa della maggioranza dei membri del Consiglio Direttivo o del 35% dei soci regolarmente iscritti secondo un ordine del giorno stabilito dai promotori. Le modalità di convocazione, decisione e votazione sono uguali a quelle dell’Assemblea ordinaria. Indipendentemente dal valore della quota di iscrizione annuale corrisposta, ogni socio presente in prima persona o per delega ha diritto a un voto su ogni delibera proposta in assemblea – sia essa ordinaria o straordinaria – ivi comprese l’approvazione e le modificazioni dello Statuto e dei regolamenti e la nomina degli organi direttivi dell’associazione. Ciascun socio collettivo è rappresentato da un referente il quale può esprimere un solo voto indipendentemente dalla natura dell’organizzazione rappresentata. 

L’organizzazione del Congresso deve essere realizzata in modo da consentire agevolmente tutte le operazioni previste nell’Art. 2 del Regolamento. 

Lo svolgimento dell’Assemblea avviene di norma secondo le seguenti fasi: 

- Elezione del Presidente dell’Assemblea (Art. 3 del Regolamento); 

- Elezione della Commissione Verifica Poteri (Art. 5 del Regolamento); 

- Ascolto e discussione della relazione del Presidente dell’Associazione; 

- Presentazione e approvazione di eventuali mozioni, modifiche di Statuto, Regolamento e Codice deontologico se previste, 

- Approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo. 

 

Se elettiva: 

- Elezione del Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti (solo da parte dei soci professionisti in regola con le quote associative e iscritti nell’apposito Registro) il quale nomina immediatamente il suo Coordinatore (Art. 6 del Regolamento); 

- Elezione del Consiglio Direttivo e del Presidente (da parte di tutti i soci in regola con le quote associative) 

- Nomina o elezione del Collegio dei Probiviri (Art. 9 del Regolamento). 

 

Il Presidente dell’Assemblea può suggerire tempi e modalità di esecuzione di queste fasi assembleari volte ad ottimizzarne i tempi di realizzazione e snellire i lavori. Della riunione assembleare deve essere redatto un verbale da trascrivere su un registro conservato a cura del Presidente dell’Associazione o, se nominato, dal Segretario; ogni socio ha diritto di consultare tale registro, nelle forme stabilite dal Regolamento.

 

ART. 3 – IL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA 

All’inizio di ogni Assemblea dei soci il Presidente in carica propone un Presidente dell’Assemblea, indicandolo fra i soci più anziani ed autorevoli che non abbiano cariche e che non siano candidati ad alcuna carica. L’Assemblea accetta la proposta per acclamazione o, nel caso di controproposte, si pronuncia immediatamente per alzata di mano. Il Presidente dell’Assemblea dura in carica per tutta la durata dell’Assemblea e ne garantisce l’equo ed imparziale svolgimento. Il Presidente di Assemblea rappresenta tutta l’Associazione e tutti i soci: è garante del regolare svolgimento delle attività assembleari, stabilisce l’agenda dei lavori (compatibilmente con il programma), concede e toglie la parola agli oratori, dirime immediatamente le eventuali controversie assembleari, proclama gli eletti al Collegio dei Probiviri, al Comitato Esecutivo e al Consiglio Direttivo, su segnalazione della Commissione Verifica Poteri. Se necessario il Presidente dell’Assemblea può richiedere il parere del Direttivo, del Collegio dei Probiviri e della Commissione Verifica Poteri per fornire interpretazioni dei documenti associativi e dirimere eventuali controversie. 

Il Presidente dell’Assemblea può nominare un Segretario, che provvederà alla verbalizzazione dei lavori dell’Assemblea. Presidente e Segretario firmeranno il Verbale, che sarà fatto pervenire quanto prima al Presidente dell’Associazione. 

ART. 4 – LA COMMISSIONE VERIFICA POTERI 

Compatibilmente con il calendario e l’orario dell’Assemblea, e comunque prima di qualunque deliberazione, mozione e votazione assembleare, si deve insediare la Commissione Verifica Poteri (qui indicata di seguito anche come “Commissione”) che dura in carica fino all’Assemblea successiva. La Commissione è composta da tre soci: due sono votati dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo ovvero su proposta di almeno un quinto dei soci rappresentati sottoposta per iscritto al Presidente dell’Assemblea; il Segretario dell’Associazione in carica è membro di diritto della Commissione e ne costituisce il terzo componente. Qualora l’incarico di Segretario non sia stato conferito, o il Segretario sia indisponibile, il Presidente dell’Associazione designerà un altro membro del Direttivo. La Commissione ha il compito principale di verificare che i partecipanti al Congresso siano soci in regola con le quote associative e che le deleghe di cui sono portatori siano valide a tutti gli effetti: la Commissione distribuisce ai soci opportuni riconoscimenti e schede per effettuare le votazioni. La Commissione ha altresì il compito di supervisionare le liste dei candidati al Consiglio Direttivo ed alle altre cariche per verificarne la conformità a Statuto e Regolamento; deve inoltre controllare che tutte le procedure di presentazione delle liste e di votazione al Consiglio Direttivo e al Comitato Esecutivo siano rispettate, che le votazioni si svolgano in maniera corretta e che i conteggi delle votazioni avvengano in maniera veridica. Comunica infine gli esiti delle votazioni al Presidente dell’Assemblea. 

ART. 5 – L’ELEZIONE DEI MEMBRI DEL COMITATO ESECUTIVO DEI SOCI PROFESSIONISTI 

Ogni tre anni, al decadere del Comitato Esecutivo i soci iscritti nel Registro dei Valutatori Professionisti eleggono il nuovo Comitato i cui componenti sono eletti esclusivamente fra gli iscritti al Registro dei Soci Professionisti. Gli aventi diritto riceveranno la lista dei soci che: 

- siano iscritti nel Registro; 

- siano in regola con la quota associativa;  

- non abbiano appena maturato due mandati consecutivi quali membri del Comitato Esecutivo. 

 

Ciascun socio esprimerà cinque preferenze su detta lista; per l’elezione del Comitato Esecutivo non valgono le deleghe. La Commissione Verifica Poteri provvederà immediatamente al conteggio delle preferenze e a informare il Presidente dell’Assemblea che proclamerà gli eletti, invitandoli immediatamente a riunirsi in separata sede per nominare il loro Coordinatore: la nomina può avvenire in qualunque modo ma, in caso di contrasto, si procederà con votazione a scrutinio segreto. Il nominativo del Coordinatore sarà immediatamente comunicato al Presidente dell’Assemblea che riferirà all’Assemblea. 

Nel caso in cui successivamente un membro eletto nel Comitato Esecutivo sia indicato quale membro del Collegio dei Probiviri, deve dimettersi dal Comitato esecutivo e, al suo posto, viene integrato il primo dei non eletti. Se il Coordinatore fosse stato precedentemente nominato questi verrebbe confermato. I componenti il Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti possono fare parte del Direttivo e avere cariche in esso: per il Coordinatore vale quanto previsto all’art. 9 dello Statuto. 

ART. 6 – LA PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI AL CONSIGLIO DIRETTIVO 

Ogni tre anni, al decadere del Consiglio Direttivo, l’Assemblea dei soci elegge il nuovo Direttivo attraverso la presentazione di candidature individuali. Ogni candidato deve essere in regola con quanto previsto dagli Artt. 9 e 14 dello Statuto. Ogni candidato, oltre alla chiara indicazione del candidato Presidente, deve indicare: un programma di lavoro per i tre anni successivi; le principali funzioni e cariche operative dei candidati indicate all’Art. 8 dello Statuto; le modalità attraverso cui intende organizzare i rapporti funzionali con gli altri organismi dell’Associazione. 

Al fine di consentire la massima conoscenza dei componenti le liste e i loro programmi, il Consiglio Direttivo uscente sollecita la formazione di liste almeno sei mesi prima dell’Assemblea dei soci; le liste e i programmi devono essere diffusi fra i soci almeno un mese prima dell’Assemblea, pena l’esclusione della lista di riferimento. I singoli candidati, indipendentemente dagli annunci pre-assembleari, saranno sottoposti a verifica in sede di Assemblea da parte della Commissione Verifica Poteri come specificato nell’Art. 5 del presente Regolamento alla luce dell’Art. 14 dello Statuto. Qualora la Commissione Verifica Poteri dovesse constatare l’inammissibilità di un candidato, si provvede alla sostituzione del candidato e chiedendo agli interessati di presentare un nuovo candidato 

ART. 7 – LE MODALITÀ DI VOTAZIONE DEI CANDIDATI AL CONSIGLIO DIRETTIVO 

Ogni socio presente in Assemblea elettiva riceverà dalla Commissione Verifica Poteri una scheda elettorale per sé ed una per ciascuna delega valida di cui è possessore. Ogni elettore potrà esprimere un numero di preferenze pari al numero di candidati eleggibili. La Commissione Verifica Poteri conterà i voti ricevuti da ogni candidato e risulteranno vincenti i candidati che avranno totalizzato il numero maggiore di voti. In caso di parità risulterà vincente il candidato con la maggiore anzianità associativa media, anche non consecutiva. 

ART. 8 – LE MODALITÀ DI VOTAZIONE DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI 

Nel corso dell’Assemblea elettiva viene nominato anche il Collegio dei Probiviri (o “Collegio”) fra soci non appartenenti al Consiglio Direttivo o al Comitato esecutivo. In caso di più candidature espresse dall’Assemblea, il Presidente dell’Assemblea dispone una votazione immediata in forma palese fra i presenti (valgono le deleghe). I due membri supplenti sono designati nello stesso modo degli effettivi 

PARTE SECONDA: I SOCI 

ART. 9 – VALIDITÀ DELLA QUALIFICA DI SOCIO 

Il socio assume piena titolarità in quanto tale dal momento in cui versa la propria quota di iscrizione fino al 31 dicembre dell’anno di competenza della quota e salvo il parere contrario del Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo può rifiutare una richiesta di iscrizione. In questo caso ne dà motivazione scritta all’interessato restituendo la quota associativa eventualmente anticipata. Si perde la qualifica di socio se non si rinnova l’iscrizione entro la scadenza annuale stabilita dal Regolamento nonché per dimissioni od espulsione e, per i soli soci professionisti iscritti al Registro, nei casi eventualmente previsti in sede regolamentare specifica. Fermo restando il principio della non temporaneità della partecipazione alla vita associativa, il socio può dimettersi alla fine di ciascun anno solare con lettera autografa inviata al Presidente almeno tre mesi prima della fine dell’anno; in caso di dimissioni il socio non ha diritto all’eventuale rimborso di quote versate, mentre restano in vigore le eventuali pendenze da lui maturate nei riguardi dell’Associazione. Fatte salve le specificità relative ai soci professionisti, il Consiglio Direttivo può sanzionare il socio i cui interessi e/o comportamenti siano manifestamente difformi dagli obiettivi definiti dallo Statuto e da quanto stabilito dal Codice Deontologico, in quei casi in cui il suo comportamento susciti pubblico scandalo e getti discredito sull’Associazione o in caso di gravi e provati atti di illegalità o di frode lesivi della reputazione dell’associazione. Le sanzioni possibili sono, in ordine crescente di rilevanza: 1) il richiamo; 2) la censura; 3) la sospensione temporanea; 4) l’espulsione. Tutti i provvedimenti sanzionatori devono essere motivati e comunicati in forma scritta all’interessato: sono deliberati con voto palese dal Consiglio Direttivo a maggioranza semplice. I provvedimenti di sospensione temporanea e di espulsione non comportano restituzione, anche parziale, di quote, ferma restando l’esigibilità per l’Associazione di eventuali pendenze. Contro tutti i provvedimenti l’interessato può appellarsi entro 30 giorni al Collegio dei Probiviri, che dovrà pronunciarsi per iscritto entro ulteriori 15 giorni in maniera conforme o avversa al provvedimento medesimo. Nel primo caso l’esecutività del provvedimento è immediata. Nel secondo caso il Consiglio Direttivo può procedere ad una nuova votazione in forma segreta in cui il provvedimento potrà essere confermato solo con una maggioranza qualificata di 2/3 dei membri effettivi. In questo caso il provvedimento viene considerato inappellabile. Le quote associative annuali non possono essere trasferite a terzi e non sono rivalutabili 

ART. 10 - DIVERSIFICAZIONE DELLE QUOTE ASSOCIATIVE 

Per favorire il massimo sviluppo associativo e promuovere le sue finalità, il Consiglio Direttivo può indicare una quota di iscrizione di importo minore per i giovani al di sotto dei 30 anni e quote più elevate per i soci professionisti. E’ possibile ogni altra promozione e diversa articolazione delle quote volta a favorire lo sviluppo associativo. 

Art. 11 – SOSTENITORI DELL’AIV 

Vengono accettati dall'AIV contributi da parte di organizzazioni, come in seguito specificate. Le organizzazioni che ne facciano richiesta, che verseranno una quota stabilita annualmente dal Direttivo, e che presenteranno a tale scopo un progetto specifico di collaborazione con AIV, saranno qualificate come ‘Sostenitori dell'AIV'. Con tale contributo l'organizzazione avrà diritto a: 

- ricevere 3 copie della Rivista Italiana di Valutazione a nominativi segnalati dall'Organizzazione; 

- ricevere la lettera AIV ed altri comunicati dell'Associazione fino a 10 nominativi; 

- ottenere l'ingresso al Congresso Annuale a 3 persone designate dall'Organizzazione; e potrà godere di altri benefici che verranno stabiliti annualmente dal Direttivo. 

 

Sono organizzazioni ammissibile quali ‘sostenitrici': 

- tutti gli enti pubblici di qualunque livello (statali, regionali, locali) compresi i loro enti strumentali; 

- le Università (compresi loro dipartimenti, facoltà, istituti, ecc.) e le scuole pubbliche di ogni ordine e grado; 

- fondazioni ed imprese 

- oltre ai precedenti sono ammissibili altre associazioni, organizzazioni, enti. 

 

Il Consiglio Direttivo si riserva comunque di valutare caso per caso l'opportunità di accettare quale sostenitrice un'organizzazione che faccia richiesta di adesione, valutandone la compatibilità con lo spirito e con la lettera statutaria. 

ART. 12 – I SOCI PROFESSIONISTI ED IL REGISTRO DEI VALUTATORI PROFESSIONISTI 

Sono soci professionisti tutti i soci AIV in regola col pagamento delle quote associative che possiedono i requisiti previsti dagli artt. 5 e 6 dello Statuto. Tutti i soci professionisti sono iscritti – a seguito di specifica procedura - nel “Registro dei Valutatori Professionisti”, conservato a cura del Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti. I soci inclusi nel Registro: 

- rispondono ai requisiti di registrazione di cui all’art. 13 dello Statuto così come operativamente definiti ed applicati secondo quanto indicato nel medesimo art. 13; 

- si impegnano esplicitamente al rispetto del Codice deontologico in ogni loro attività professionale, dandone informazione chiara e completa al committente e a tutti gli attori sociali principalmente coinvolti nell’attività; 

- accettano norme e conseguenze di quanto stabilito dal Dl 206 del 9.11.2007 e da ogni altra norma comunitaria e nazionale precedente o successiva riferibile alla regolamentazione della professione; accettano pertanto le azioni che il Consiglio Direttivo dell’Associazione e il Comitato Esecutivo dei Soci professionisti realizzeranno per adeguare attività e strutture associative a tali norme; 

- accettano di partecipare alla periodica attività formativa obbligatoria, indispensabile ai fini del mantenimento della registrazione come predisposta o indicata dal Comitato Esecutivo, pena la cancellazione dal Registro dei Valutatori Professionisti. 

 

I Soci professionisti iscritti nel Registro: 

- eleggono triennalmente, nell’ambito della stessa Assemblea che elegge il Consiglio Direttivo, il Comitato Esecutivo dei Soci Professionisti (Art. 12 dello Statuto e Art. 6 del Regolamento); 

- ottengono l’iscrizione nel Registro dal momento in cui la loro domanda di registrazione viene accettata a seguito di apposita istruttoria e fino a quando non decadono da soci, non chiedono espressamente di esserne cancellati ovvero vengono sospesi o espulsi dall’Associazione oppure dal Registro per le ragioni previste dal precedente art. 10 del Regolamento e dalla eventuale ulteriore regolamentazione specifica per i soci professionisti; 

- possono chiedere al Comitato Esecutivo apposita dichiarazione di iscrizione; 

- fruiscono dei benefici allo scopo stabiliti dal Comitato Esecutivo. 

 

Nel rispetto di Statuto e Regolamento associativi nonché delle deliberazioni assunte dal Consiglio Direttivo e delle ulteriori regolamentazioni specifiche ed aggiuntive che saranno eventualmente definite per la gestione del Registro, il Comitato Esecutivo è libero di attuare iniziative volte al raggiungimento degli obiettivi associativi conformi allo sviluppo ed alla tutela della professione. 

ART. 13 – LA TRASPARENZA VERSO I SOCI 

Tutti i soci hanno diritto di visionare, a richiesta, il registro dei verbali del Direttivo e delle Assemblee e i bilanci societari; hanno diritto di accedere agli archivi dei soci solo nel rispetto della privacy e quindi per quelle parti di archivio i cui componenti hanno rilasciato esplicita liberatoria in merito. Il Consiglio Direttivo deve garantire trasparenza nelle attività promosse, favorendo la massima rotazione fra i soci nelle attività che producono reddito o visibilità, nella garanzia di eccellenza delle prestazioni erogate in nome e per conto dell’Associazione che va comunque rispettata in particolare negli impegni verso terzi. 

PARTE TERZA: IL CONSIGLIO DIRETTIVO 

ART. 14 – IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO 

Il Consiglio Direttivo viene convocato dal Presidente sulla scorta di un ordine del giorno. 

La convocazione deve prevedere in allegato la documentazione eventualmente necessaria alla preventiva analisi delle questioni da discutere da parte dei Consiglieri. In ciascuna riunione del Consiglio Direttivo il Presidente è tenuto a comunicare le questioni sulle quali ha dovuto prendere decisioni urgenti da ratificare; il Segretario è tenuto a riferire su ogni aspetto rilevante di sua pertinenza; il Tesoriere è tenuto a riferire sullo stato delle finanze e del patrimonio. 

Ogni decisione del Consiglio Direttivo viene presa a maggioranza semplice dei presenti a votazione palese, salvo richiesta esplicita di almeno un Consigliere; in caso di parità prevale il voto del Presidente. Il funzionamento del Consiglio Direttivo può essere normato, nel rispetto della indispensabile autonomia di azione che caratterizza la gestione corrente delle attività associative, da un Regolamento di Direttivo adottato e modificato dal Consiglio a maggioranza semplice. 

In caso di dimissioni di membri del Consiglio direttivo il Presidente in carica decide se continuare le attività con un minor numero di Consiglieri (purché non inferiori a quattro o alla metà più uno dei membri), se prevederne la sostituzione, con elezione alla prima assemblea utile di un numero di consiglieri pari a quelli mancanti il cui mandato avrà durata pari a quella del Direttivo in carica, o se rassegnare a sua volta le dimissioni. In caso di dimissioni del Presidente il Consiglio Direttivo decade e si limiterà a gestire le attività correnti fino alla prossima Assemblea dei soci nella quale si indiranno nuove elezioni. 

ART. 15 – IL VICE PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE 

Il Consiglio Direttivo può nominare fra i suoi membri, su proposta del Presidente, un Vice Presidente che dura in carica per l’intero triennio, salvo remissione del mandato o sfiducia votata dal Direttivo. 

Il Vice Presidente: 

- sostituisce il Presidente rappresentando il Consiglio Direttivo e l’Associazione in tutti i casi in cui ne riceve espresso mandato dal Presidente, ovvero dal Consiglio Direttivo in caso di impossibilità del Presidente; 

- coadiuva il Presidente in tutte le attività che questi gli delega. 

 

ART. 16 – IL SEGRETARIO DELL’ASSOCIAZIONE 

Il Consiglio Direttivo può nominare fra i suoi membri, su proposta del Presidente, un Segretario che dura in carica per l’intero triennio, salvo remissione del mandato o sfiducia votata dal Direttivo. Il Segretario: 

- è responsabile della tenuta dei verbali e della documentazione non finanziaria dell’Associazione; 

- conserva gli elenchi dei soci 

- organizza e coordina la segreteria operativa dell’Associazione ed è responsabile della gestione della sede associativa. 

 

Nel caso il Direttivo non provveda alla nomina di un Segretario, le sue funzioni sono svolte dal Presidente o da suo delegato. ART. 18 – IL TESORIERE DELL’ASSOCIAZIONE 

Il Consiglio Direttivo può nominare fra i suoi membri, su proposta del Presidente, un Tesoriere che dura in carica per l’intero triennio, salvo remissione del mandato o sfiducia votata dal Direttivo. Il Tesoriere: 

- è responsabile della documentazione finanziaria dell’Associazione; 

- redige su incarico del Consiglio Direttivo, anche avvalendosi di professionisti esterni che operano sotto la sua supervisione e responsabilità, i bilanci a consuntivo e a preventivo; 

- su espresso mandato del Consiglio Direttivo può aprire conti correnti bancari o postali, contrarre mutui, stipulare fideiussioni; 

- gestisce il patrimonio associativo nell’ambito del mandato stabilito dal Consiglio Direttivo; 

- coadiuva il Presidente in tutte le attività che questi gli delega. 

 

ART. 19 – INCARICHI ATTRIBUITI DAL CONSIGLIO DIRETTIVO 

Il Consiglio Direttivo può assegnare a soci incarichi temporanei di carattere strumentale funzionali al raggiungimento degli scopi dell’Associazione e alla attuazione del programma del Direttivo. Questi incarichi sono attribuiti contestualmente ad una descrizione della finalità, del contenuto, delle condizioni realizzative e della durata dell’incarico. I soci incaricati possono essere chiamati a partecipare, senza diritto di voto, al Consiglio Direttivo; in tal caso ne viene data notizia nella lettera di convocazione, specificando i punti all’o.d.g. sui quali è richiesta la loro partecipazione. Il Consiglio Direttivo può istituire specifiche articolazioni organizzative ed operative gruppi tematici anche temporanei o commissioni ì di lavoro. 

I Gruppi Tematici sono autonomi nella loro organizzazione e si dotano di un piano di lavoro annuale o pluriennale e di uno o più coordinatori, L’adesione ai Gruppi Tematici viene esplicitata mediante l’invio di una mail alla Segreteria dell’AIV e al coordinatore e con la stessa modalità deve essere ritirata. Dell’appartenenza ai GT viene data evidenza attraverso l’apposito spazio sul sito web specificando aderenti e coordinatore. Il Direttivo può decidere la chiusura di un GT se la numerosità dei partecipanti è inferiore alle 7 unità o su proposta degli stessi aderenti. 

Il Consiglio Direttivo assicura modalità di costante coordinamento con i GT, di norma assegnando a un suo componente la funzione di referente permanente dei GT e invitando alle riunioni i coordinatori qualora ne venga ravvisata la necessità. Almeno una volta l’anno i coordinatori dei GT e il Consiglio Direttivo svolgono una riunione congiunta al di fuori delle date congressuali. 

XX Congresso nazionale AIV - "PROMUOVERE E VALUTARE IL BENESSERE DELLE COMUNITÀ: EMERGENZA, RESILIENZA, COMPLESSITÀ"

Padova, 20-22 Aprile 2017

AIV c\o Studio Associato Tora VinciGuerra - Via Garibaldi 99 00047 Marino (RM)